Le case serra di Hiroshi Iguchi

House-forestry è il neologismo ideato dall’architetto giapponese Hiroshi Iguchi per indicare l’interscambio tra abitazione e natura che caratterizza il suo progetto di casa nella foresta. Carta di riso, alluminio, legno e vetro i materiali utilizzati per realizzare questa singolare abitazione progettata in modo che le risorse naturali diventassero parte dell’architettura.

La casa serra nella foresta

Anche nel caso della Camouflage House 3 la natura viene considerata come parte integrante dell’architettura. Non solo la casa di vetro si trova completamente immersa in un contesto verde, ma anche il suo interno è verde. Proprio come una vera serra, che ospita insieme alberi e vita domestica.

Una casa che si integra con la natura

Una casa che si integra con la natura

Il progetto Millenium City, realizzato a Chiba, a due ore da Tokyo, incarna una natura utopica. Si tratta di quattro grandi case di vetro realizzate su un terreno agricolo, frutto di una serie di workshop organizzati per individuare una soluzione innovativa per l’abitare giapponese, sempre più caratterizzato dalla frammentazione e dall’isolamento sociale. Dentro i grandi contenitori di vetro sono stati costruite delle piccole strutture in legno che funzionano al piano terra come spazio comune e al primo piano come stanze. Non c’è una divisione specifica tra le varie funzioni, sta al gruppo di persone che vi abita di decidere come usarle. Una grande cucina comune si trova in una delle quattro serre, mentre un’altra serra è dedicata ai servizi.

“Millennium City allows people to live closely together, yet in privacy, and enables them to enjoy a lifestyle in harmony with nature”

Case-serra in un ecovillaggio

Millenium city è anche un progetto più ampio. Le quattro serre fanno infatti parte di un pensiero che ambisce ad integrare la conservazione dell’ambiente ed uno stile di vita consapevole, facendo leva su un senso comune del potere. Iguchi ha creato una organizzazione no-profit per estendere ad altri la possibilità di aiutare questo progetto a crescere. Questo ha permesso di dar vita ad una comunità di persone che condivide la filosofia di un abitare consapevole a contatto con la natura, ma ha anche fatto abbassare i costi di realizzazione perché molte delle persone coinvolte hanno donato qualcosa al progetto. manodopera, alberi, concessione per il terreno, etc….

Il villaggio assolve anche a funzioni comunitarie. Le strutture di vetro ospitano anche una scuola d’arte dove si tengono le cerimonie del tè, dove si pratica l’arte di mettere insieme i fiori e dove si tengono classi di pittura, e all’interno della quale vengono anche organizzati corsi di agricoltura ecologica per studenti.

Fonti e foto

D Repubblica n. 591
Trendir.com
Blog di Alessandro Rocca

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