Consigli di lettura: “Il magico potere del riordino”

Marie Kondo, Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi di vita, Vallardi, 2015.
Best seller internazionale, oltre due milioni di copie vendute, un caso editoriale che tra apprezzamenti e critiche occupa i primi posti delle classifiche dei libri più venduti del 2015.

L’autrice è Marie Kondo, garbata trentenne giapponese che con il suo libro-manifesto “Il magico potere del riordino” ha messo a punto un metodo per imparare a riordinare, a mantenere l’ordine nel tempo e ad organizzare al meglio gli spazi domestici ed i nostri spazi di vita.

Con un linguaggio semplice e colloquiale, talvolta un po’ frivolo e ripetitivo, ad una prima lettura si propone come un manuale per casalinghe disperate, sommerse dal disordine creato quotidianamente da loro stesse e dagli altri componenti della famiglia. Sembrerebbe un libretto che, banalmente, dispensa consigli pratici su come riorganizzare il guardaroba, come fronteggiare il temuto cambio di stagione o come riordinare armadi che straripano di abiti mai indossati ed oggetti mai usati. In realtà dietro un’apparente esiguità di contenuto, che molte critiche leggono come consigli di poco conto basati semplicemente sul buon senso, il libro vuole diffondere un messaggio ben più profondo, più intimo, rivolto alla nostra interiorità, essenziale per migliorare le nostre abitudini più radicate.

La capacità di fare ordine non è innata, si apprende anche da adulti, e consiste nel cambiare mentalità e atteggiamento di fronte alle cose. E’ una capacità che “aumenta la fiducia in se stessi, libera la mente, solleva dall’attaccamento ai beni materiali e al passato, induce a fare meno acquisti inutili e ad apprezzare quello che si ha. Secondo il pensiero giapponese rimanere nel caos significa, invece, voler allontanare il momento dell’introspezione e della conoscenza di sé”.

“Il magico potere del riordino” non è un libro per tutti e non si adatta a tutte le abitudini; è un libro rivolto esclusivamente a chi ha voglia di analizzare, interpretare e migliorare il proprio stile di vita secondo questa filosofia. Occorre essere disponibili e aperti verso questa sensibilità, che i più definiscono “zen”.

Il metodo che Marie Kondo insegna (ormai noto come“metodo Konmari”) non è semplicemente una tecnica di sistemazione e di organizzazione degli oggetti (l’atto di riordinare in sé non è che la ripetizione di semplici operazioni come spostare una cosa da una parte all’altra,che anche un bambino di prima elementare può compiere) ma un metodo per raggiungere il giusto atteggiamento mentale e trasformare se stessi in persone capaci di riordinare, e in grado di farlo una sola volta nella vita. Nel perseguimento di questo obiettivo l’autrice suggerisce passo passo il percorso del lettore-allievo.

Per evitare il tragico effetto boomerang che porta a riordinare la casa ogni due-tre giorni perché il caos riprende il sopravvento nelle nostre vite, si deve sistemare tutto insieme, una sola volta e per categoria (non per ambiente!)ma solo dopo aver visualizzato nella nostra mente l’ideale di vita a cui aspiriamo.

Di cosa vogliamo essere circondati? Cos’è che ci fa stare bene? Buttiamo tutto quello che non serve e tutto ciò che non ci trasmette più emozioni. Teniamo solo quello che per un motivo o per un altro ci regala sensazioni intense e positive. Non conserviamo oggetti usando come parametro di selezione la frequenza d’uso o il fatto che un oggetto ci sia stato regalato o rappresenti un ricordo d’infanzia da preservare a priori.

“Riordinare è come fare l’inventario delle cose che ci piacciono davvero perché le cose che possediamo raccontano la storia delle scelte che abbiamo fatto nella vita. Così buttare via qualcosa è espressione di fiducia nelle proprie capacità di scelta: chi non ha fiducia nelle proprie capacità di giudizio non ha fiducia in se stesso.”

Il metodo konmari suggerisce la sequenza corretta. Si comincia dai vestiti e dagli indumenti in generale, poi i libri, le carte e i documenti, gli oggetti misti e per ultimi i ricordi. Il libro analizza con cura ogni categoria e sottocategoria tanto che per questo motivo può essere considerato un manuale pratico da tenere accanto mentre si riordina.

Alcune persone non sono affatto interessate a tenere la propria casa in ordine perché alimentano in altri modi la propria stabilitàii e il proprio equilibrio interiore. Altre persone invece vedono la propria casa come un luogo di benessere e rigenerazione dallo stress e dalla frenesia del lavoro ed è importante che questa sia accogliente ed in perfetta armonia con le persone che la abitano. Liberandola del superfluo la nostra casa ci regalerà degli angoli liberi da lasciare vuoti (perché anche il vuoto può essere fonte di benessere) o da occupare con piante, fiori o con le nostre passioni (musica, ceramica, arte, cinema, yoga…).

È questo il prezioso contributo di questo libro: imparare come far emergere dalla casa quello che siamo veramente, quello che ci piace fare e quello di cui amiamo circondarci.

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