Ecopolitiche
Intervento per il Museo delle Periferie di Roma

E’ stato bello tornare a confrontarsi dal vivo sulle pratiche che possono rendere il nostro mondo più accogliente e sostenibile.
Ieri, durante l’ultimo incontro organizzato dal Museo delle Periferie di Roma, ho portato una riflessione sul respiro come pratica ecologica e politica.
In un contesto storico sempre più complesso e conflittuale, dove il nostro benessere psicologico e fisico è minato dallo scollamento tra mente e corpo e tra corpo e natura, imparare a respirare vuol dire ri-membrare che siamo natura.
La consapevolezza del respiro è una medicina potente, come già aveva intuito il Buddha diversi secoli fa.
Quando sono consapevole del respiro sono consapevole di tutte le relazioni profonde e sottili dell’istante che sto vivendo.
Se non sono nel respiro, se non sono nel corpo, non sono qui, nelle cose, tra le cose. Sono in uno spazio astratto.
Come potrei allora partecipare al cambiamento?
Non abbiamo bisogno di nuove teorie per immaginare il futuro.
Abbiamo bisogno di recuperare la nostra piena partecipazione al presente.
Una partecipazione consapevole che nasce nel cuore, quando la mente si quieta e il cielo interiore si fa pulito.
Sembra poca cosa imparare a respirare quando intorno a noi ci sono guerre e la nostra specie mette in pericolo la propria sopravvivenza sul pianeta.
Ma se tutta l’umanità imparasse l’arte del respiro, che poi è l’arte dell’equilibrio, della ciclicità, della reciprocità e della natura, probabilmente si risveglierebbe dall’incubo del materialismo e dalla volontà di dominio e imparerebbe a scorrere in armonia con il flusso della vita.
Grazie Giorgio de Finis per questa occasione di riflessione e condivisione.
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Glossario delle Pratiche Urbane | ECOPOLITICHE
a cura di #IlariaBussoni
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Un progetto Goethe-Institut Rom e Museo delle Periferie in collaborazione con nGbK Berlin.

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